Guida alla riforma

Realizzare un Servizio Sanitario Regionale fondato sull’ “eccellente normalità” è stato l’obiettivo ispiratore dell’attività promossa dall’Assessorato regionale della Salute, fin dal giugno 2008 (insediamento dell’Assessore Massimo Russo) a seguito dell’adempimento del Piano di rientro e riqualificazione della spesa sanitaria siglato con lo Stato.
Nel raggiungimento di questi obiettivi è stato fondamentale confrontarsi con gli altri sistemi sanitari attraverso l’Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
Obiettivo che sta alla base anche del Piano della Salute 2011-2013, che in Sicilia mancava da oltre 10 anni e costituisce il principale atto di programmazione sanitaria. Due sono stati i principi fondamentali su cui si è basata l’azione di rinnovamento:

  • Il bisogno di ricostruire il rapporto fiduciario medico-paziente, restituendo credibilità all’intero sistema, realizzando, nella logica del rinnovamento, la vera sfida di un servizio sanitario che pone al centro il cittadino e i suoi bisogni, senza spingerlo a migrare in altre regioni per la risposta ai suoi bisogni assistenziali;
  • L’importanza di garantire percorsi di cura più appropriati e di qualità e, nello stesso tempo, in armonia con le risorse disponibili. Buon senso, responsabilità e logica della condivisione, sono state le condizioni necessarie per passare, in questi anni, dalla programmazione all’attuazione dell’impegno preso con i cittadini, per realizzare quell’ ”eccellente normalità”, che fa del Sistema Sanitario Regionale siciliano un sistema che avanza con standard di qualità europei.

Ass Salute Sicilia - Piano Sanitario Regionale 2011-2013

l sistema delle reti (modello di rete assistenziale “Hub e Spoke) è organizzato in modo tale che i centri che si occupano di una determinata malattia sono in collegamento tra di loro, offrendo ai cittadini tutte le risposte necessarie per le cure di cui necessitano.
I centri, nominati HUB (quelli più completi e specializzati) e SPOKE (quelli periferici destinati all’accoglienza e alle cure di base) offrono un’equa assistenza su tutto il territorio regionale.
Una patologia, infatti, va curata, a seconda del suo sviluppo, per diversi livelli di assistenza, dal territorio fino all’ospedale specializzato, quando è più grave.
I medici dei diversi centri, durante questo percorso, restano, secondo il modello di rete assistenziale, in contatto tra di loro, condividendo conoscenze e informazioni e guidando il paziente, che ha bisogno di un livello assistenziale più alto, verso l’ospedale o, conclusa la fase acuta, per le dimissioni protette verso strutture di lungodegenza o per le cure al proprio domicilio.
Le “reti assistenziali” sono, per la Regione Siciliana, un ambito di intervento prioritario, perché rispondono all’esigenza di superare la frammentarietà dell’assistenza, fornendo, anche attraverso i collegamenti telematici e informatizzati, garanzie di continuità per la gestione dei problemi di salute e garanzie di efficienza che evitino inutili sperperi di risorse.

Prima le risposte sanitarie venivano date prevalentemente dall’Ospedale, e la medicina del Territorio è stata resa “invisibile”, con un’impronta più burocratica che assistenziale. La strategia di fondo della Regione siciliana è stata quella di riqualificare il territorio, anche per riqualificare l’ospedale. I PTA rappresentano l’ospedale del territorio, con ambulatori, diagnostica e laboratori, collegamento con l’ospedale e spazi di integrazione tra Medico di Famiglia, Specialista ed Infermiere, e con nuovi servizi, finora non presenti nella Regione Sicilia, quali:

  • Ambulatori Infermieristici;
  • Punti di Primo Intervento;
  • Sportello dei pazienti fragili per facilitare l’accesso, le prenotazioni multiple, il disbrigo veloce delle pratiche ed il raccordo con i pazienti dimessi dall’ospedale;
  • Ambulatori di Gestione Integrata (tra medico di famiglia, Specialista e Infermieri) per i pazienti cronici complessi: ambulatori, cioè, nei quali il Medico di Famiglia, può portare i propri assistiti a rischio di scompenso e di ricovero per concordare le giuste strategie con lo specialista;
  • Day Service Territoriale: per seguire stabilmente i pazienti cronici con grado elevato di scompenso di malattia, che necessitano di controlli specialistici e infermieristici frequenti;

Sono stati previsti, inoltre:

  • il CUP collegato allo sportello del paziente fragile nei PTA ed allo sportello delle cure domiciliari e residenziali, in modo da generare la “porta unica di accesso”; al CUP si collegheranno progressivamente i Medici ed i Pediatri di Famiglia, la Specialistica privata e le Farmacie;
  • l’istituzione del “referente” delle dimissioni protette e facilitate per pazienti non autosufficienti, molto utile per ridurre i ricoveri ripetuti;
  • gli ambulatori dedicati ai pazienti cronici, con giornate dedicate al Diabete Mellito, allo Scompenso cardiaco e ad altri pazienti complessi;
  • l’aggiornamento del calendario vaccinale;
  • il Piano di aggregazione dei laboratori, secondo le indicazioni del Ministero della Salute;
  • le reti di cure palliative e le reti di terapia del dolore;
  • l'ampliamento e adeguamento della Rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili nonchè del sistema di cure domiciliari;
  • la definizione di un nuovo sistema per la prevenzione nei luoghi di lavoro a livello regionale (nei settori edilizia, agricoltura e malattie professionali);
  • il consolidamento dei servizi veterinari;

In base a cosa si prendono le decisioni sull’offerta di servizi sanitari:

L’epidemiologia è la disciplina biomedica che si occupa dello studio della distribuzione e frequenza di malattie e di eventi di rilevanza sanitaria nella popolazione. Collabora con molte altre discipline come la medicina preventiva e clinica. Si occupa di analizzare le cause, il decorso e le conseguenze delle malattie. Scopi dell'epidemiologia:

  • determinare l'origine di una malattia la cui causa è conosciuta;
  • studiare e controllare una malattia la cui causa è sconosciuta o poco nota;
  • acquisire informazioni sull'ecologia e sulla storia naturale della malattia;
  • programmare ed attivare piani di controllo e di monitoraggio della malattia;
  • valutare gli effetti economici di una malattia ed analizzare i costi e benefici economici.

L'epidemiologia si serve della statistica, basata a sua volta sulla matematica e sulla demografia. (wikipedia.it)