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SIRACUSA \ ASP Siracusa
09/08/2017 - 07:45

Registro Tumori, il direttore sanitario dell’ASP di Siracusa Anselmo Madeddu risponde a Granata e Cavallaro: “La storia a cui apparteniamo è un’altra”

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Registro Tumori, il direttore sanitario dell’ASP di Siracusa Anselmo Madeddu risponde a Granata e Cavallaro: “La storia a cui apparteniamo è un’altra

 

“Conosciamo e stimiamo da sempre Granata per la sua cultura e la sua intelligenza politica. Pertanto l’attacco violento e personale che ci ha indirizzato, insieme a Cavallaro, su più organi d’informazione nei giorni scorsi, ci ha davvero sorpresi e ci è apparso incomprensibile, ingiusto e profondamente immotivato. Le loro dichiarazioni, così come riportate sulla stampa, sembrerebbero dettate dall’assoluto disprezzo del lavoro altrui, dal pregiudizio e da una profonda mancanza di competenza specifica sull’argomento. La “storia” che ci viene attribuita, francamente, non ci appartiene.

Granata avrebbe affermato che la conferenza stampa sui nuovi dati tumorali è stata fatta dalla ASP “più per preoccupazione che per convinzione” e si è rivelata “un tentativo di coprire i danni di chi produce inquinamento e tumori da sempre”, insinuando così infamanti accuse di presunte collusioni tra le aziende del polo petrolchimico e la ASP di Siracusa. Premesso che non siamo al libro paga di nessuno se non della ASP di cui curiamo gli interessi, e precisato che abbiamo il disinteresse di chi non deve sostenere alcuna competizione politica, a parte il rilievo penale di queste gratuite dichiarazioni su cui ci si riserva di valutare l’eventuale azione di tutela giudiziaria, merita rilevare che la pubblicazione di questi dati non è stata dettata da alcuna “preoccupazione”, né è un tentativo di “coprire” un bel nulla, visto che è da 20 anni che la ASP pubblica regolarmente questi dati, segnalando un incremento dell’incidenza tumorale, che dal 1999 al 2012 è salita del 6,4% tra i maschi e del 9,6% tra le femmine, ed evidenziando che nell’area del polo industriale si osserva un eccesso di patologia tumore del 20,3% tra i maschi e del 15,5% tra le donne rispetto al resto della provincia. E’ da 20 anni che diciamo queste cose! Basti leggere i nostri atlanti e le cronache dei giornali da due decenni a questa parte: anche i bambini se ne sono accorti.

Vengono insinuati, inoltre, altri dubbi sulla “indipendenza” del Registro di Siracusa, ricollegandolo infondatamente alla direzione del professor Sciacca. Ebbene, detto che Sciacca è uno stimato docente e scienziato, ma che riguardo alla scelta di presiedere il Cipa si è assunto personalmente responsabilità che non ci appartengono, merita precisare che il RTP è stato istituito con una legge regionale (LR 1/97) che lo colloca solo ed esclusivamente alle dirette dipendenze del manager della ASP di Siracusa e di nessun altro. Il RTI della Sicilia orientale, istituito presso l’Università di Catania solo nel 2004 e preposto ad un generico coordinamento di tecniche e procedure, ha lasciato sostanzialmente autonomo il Registro di Siracusa, in quanto il RTP è stato fondato precedentemente ed è regolamentato da una propria legge regionale, con proprio personale autonomo, che dipende dalla ASP e non dall’Università. Pertanto non esiste alcuna dipendenza dall’Ateneo catanese o da qualunque altra istituzione, e i suoi dati prima della pubblicazione non sono sottoposti alla validazione di alcun ente esterno, se non della IARC di Lione (Agenzia Internazionale di Ricerca contro il Cancro) e dell’AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori). I numeri sono numeri. Nessuno si metta mai in testa che prima di pubblicarli la ASP debba chiedere l’autorizzazione a chicchessia per sapere se siano di gradimento o meno. Né all’Università di Catania, né ad alcun altro.

Ci viene, poi, contestata la nostra opinione secondo la quale il compito del registro di una ASP non è quello di sentenziare nessi di causalità (compiti di altre istituzioni scientifiche e giudiziarie), ma quello di monitorare e di fornire i dati utili per consentire alla politica di fare le proprie scelte e ad altre istituzioni di fare le proprie indagini (alle quali abbiamo puntualmente collaborato, anche oltre i compiti istituzionali, quando la Magistratura ce lo ha richiesto). Ebbene, sarebbe bastato leggere le linee guida sulle funzioni dei registri presenti nei siti della Iarc, dell’Airtum e delle società scientifiche nazionali e internazionali, per rendersene conto. Oppure, per non andare lontano, sarebbe bastato rileggere il testo della legge istitutiva del RTP di Siracusa, della quale lo stesso Granata ha avuto l’indiscusso merito di essere stato il promotore. Sarebbe bastato rileggere quali compiti istituzionali la legge 502/92, istitutiva del SSN, assegna alle ASL, che non devono emettere sentenze scientifico-legali, ma devono erogare i LEA e garantire l’assistenza sanitaria ai cittadini, come peraltro la ASP di Siracusa fa da anni, avendo attivato gli screening di massa, la rete di assistenza oncologica, la radioterapia e tutto il proprio piano di programmazione sanitaria interamente fondato sui dati epidemiologici del RTP.

Si afferma, inoltre, in modo nuovamente offensivo, che i vertici della ASP “dovrebbero arrossire di vergogna” per aver fornito dati aggiornati solo al 2012, e si legge di “gravi omissioni” e di “offesa alla sensibilità e alla intelligenza”. Ebbene, sarebbe bastato ancora una volta consultare il sito della IARC per apprendere che persino l’ultimo volume del “Cancer Incidence in Five Continents”, ovvero la più prestigiosa pubblicazione scientifica al mondo, edita nell’ottobre 2015, riporta i dati aggiornati fino al 2007, e cioè vecchi di 10 anni. Se solo si fosse consultato il sito dell’Airtum, si avrebbe avuto modo di sapere che la media dei 47 registri accreditati in Italia è aggiornata al 2011, con alcuni di essi (ad esempio Brescia) che arrivano persino al 2008. Se solo si fosse consultato il sito della Regione, si sarebbe notato che l’ultima pubblicazione dell’Osservatorio Regionale, edita nel 2016, pubblica dati aggiornati fino al 2011. Ed il motivo è semplice: tutte le linee guida delle società scientifiche internazionali raccomandano di attendere qualche anno per garantire la completezza dei dati. La base dati dei registri, infatti, sono le SDO (Schede di Dimissione Ospedaliera). Ma un registro non può basarsi solo sui casi accertati nei propri ospedali, perché perderebbe tutti quelli che si sono ricoverati fuori provincia. Tuttavia, mentre le SDO locali sono subito disponibili, per quelle dei cittadini siracusani ricoveratisi fuori regione bisogna attendere qualche anno, prima che le altre regioni le inviino alla Regione Sicilia per ottenere i rimborsi. Solo allora l’Assessorato le può girare ai registri delle proprie ASP. Si pensi che la Regione ha inviato soltanto il mese scorso le SDO degli anni fino al 2015. E dunque solo in questi giorni la ASP è stata messa in condizione di lavorare al nuovo aggiornamento fino al 2015, che intende completare entro il prossimo anno. Nessun consulente al mondo può inventarsi SDO che fino a ieri non esistevano nemmeno in Regione. Va da sé che il recupero di tutti i casi sfuggiti, attendendo qualche anno ed incrociando quante più fonti disponibili (anche anatomie patologiche, esenzioni ticket, e quant’altro) è fondamentale per la completezza e la qualità dei dati. Sarebbe bastato leggere il bellissimo articolo “Completeness and timeliness” sul n.30 dell’European Journal of Cancer” per essere più cauti nel formulare critiche così infondate, che si possono spiegare solo con l’assoluta mancanza di conoscenze scientifiche sulla tematica. La verità è che spesso non si ha nemmeno l’idea di quale immane lavoro ci sia dietro i registri tumori.

Si parla infine, ancora una volta in maniera offensiva, di “fallimento del Registro e di chi lo gestisce”, mostrando di avere un concetto davvero singolare del verbo “fallire”. O chi lancia questa accusa non si rende conto di che cosa significhi “aver fallito” o ne è talmente esperto da averne reinventato il significato, visto che il Registro di Siracusa e i suoi curatori sarebbero così tanto “falliti” da essere diventati uno dei pochi registri al mondo ad aver ottenuto l’accreditamento internazionale dalla massima autorità mondiale del settore, ovvero la Iarc, International Agency of Research on Cancer dell’OMS. Non è stato un caso che l’Airtum abbia scelto il registro di Siracusa per ospitare il congresso nazionale del 2009. Né che il Grell e la comunità scientifica internazionale abbiano scelto sempre Siracusa per ospitare il congresso mondiale dei registri tumori nel 2013. E’ davvero singolare che il lavoro del Registro siracusano sia apprezzato dall’intera comunità scientifica nazionale ed estera, e non lo sia nella propria città. Dice il saggio: … . Nemo propheta in Patria ? … Poco importa. Contano solo i fatti.

E a proposito di fatti, ci limitiamo soltanto a ricordare le 101 famiglie dei bambini malformati che, grazie alle nostre ricerche scientifiche (in collaborazione con la Magistratura), hanno ottenuto un ristoro di 21 milioni di euro coi quali hanno potuto pagare le cure ai propri figli. Questa è la “Storia” a cui apparteniamo!”.

Anselmo Madeddu

 

A cura dell'Ufficio Stampa - ASP Siracusa
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