Prevenire gli infortuni e le malattie professionali in edilizia tramite le “Buone Pratiche” adottate nei cantieri edili
Conclusa la prima edizione del concorso nazionale organizzato da Regioni, INAIL, e RPT/CNI, premiati i vincitori. Il Progetto Nazionale, che rientra nell’ambito del Piano Nazionale della Prevenzione in Edilizia 2020-2025, coordinato dalla Regione Siciliana, mira alla creazione di un archivio di “Buone Pratiche” con l’intento di ridurre i tassi infortunistici e l’insorgenza di malattie professionali nei cantieri.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Coordinamento tecnico delle regioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, Inail, Consiglio nazionale degli ingegneri e Rete delle professioni tecniche, con il patrocinio del Ministero del Lavoro e della Conferenza delle regioni e province autonome, con l’obiettivo di creare un archivio di buone pratiche per la sicurezza e la salute nei cantieri da diffondere e condividere.
Al fine di intervenire sul fenomeno infortunistico e delle malattie professionali è stato approvato il “Piano Nazionale della Prevenzione in Edilizia”, coordinato dalla Regione Siciliana, parte integrante del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 ed in continuità con il precedente PNP 2014-2020 che prevede, tra l’altro, che vengano poste in essere attività finalizzate a promuovere/favorire l’adozione da parte delle imprese di buone prassi e percorsi di responsabilità sociale, nonché la promozione di soluzioni tecnologiche innovative e preventive, efficaci e condivise.
Valorizzare il merito e l’operato di quanti si impegnano per rendere i cantieri più sicuri è un elemento fondamentale nella costruzione di un sistema di prevenzione partecipata, in cui le migliori esperienze di alcuni diventano esempio e supporto per tutti gli attori dello scenario organizzativo ed operativo dei cantieri (Imprese, Dirigenti, preposti, lavoratori, professionisti, etc). Questo il principio ispiratore del concorso nazionale “Archivio delle buone pratiche per le salute e la sicurezza sul lavoro nei cantieri temporanei o mobili”, rivolto alle aziende, ai coordinatori per la sicurezza nei cantieri e agli enti pubblici, con l’obiettivo di promuovere la condivisione delle buone pratiche di tipo tecnico, organizzativo e procedurale in un settore ad alto rischio infortunistico e tecnopratico.
La consegna dei riconoscimenti si è svolta il 18 maggio a Roma, presso l’Auditorium della Direzione generale dell’Inail.
Hanno partecipato all’evento ed hanno fornito il loro contributo istituzionale, la coordinatrice del Gruppo tecnico interregionale salute e sicurezza sul lavoro, Nicoletta Cornaggia e, per INAIL, il direttore centrale prevenzione, Ester Rotoli, il presidente dell’Istituto, Franco Bettoni, il direttore generale, Andrea Tardiola, e il consigliere d’amministrazione, Cesare Damiano. Sono inoltre intervenuti, il direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Bruno Giordano, il presidente del Cni e coordinatore della Rete delle professioni tecniche, Armando Zambrano, il presidente del Formedil, Orlando Saibene, il consigliere giuridico del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Pasqualino Albi.
I principi ispiratori del nuovo Piano Nazionale della prevenzione in Edilizia e del progetto, l’importanza delle buone pratiche e le regole del concorso sono state presentate da Antonio Leonardi coordinatore del Gruppo di lavoro edilizia, coordinatore del Gruppo di lavoro edilizia del Coordinamento tecnico interregionale Salute e Sicurezza sul Lavoro e del Piano nazionale prevenzione edilizia, Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'Asp CT. Hanno fatto seguito gli interventi di Tommaso De Nicola, dirigente vicario Direzione centrale prevenzione Inail e Gaetano Fede, del Cni e Rete delle professioni tecniche, che hanno illustrato, rispettivamente, il ruolo di INAIL e dei professionisti per la prevenzione degli infortuni nel settore edile.
L’iniziativa è nata sulla base dalla considerazione che, al di là del rispetto della mera norma di legge che, sovente, viene vista quale elemento prescrittivo, risulta ormai assodato che le buone pratiche assumono sempre più un ruolo strategico per la promozione della salute e della sicurezza nei cantieri e, se adeguatamente applicate, possono contribuire in modo significativo all’abbattimento degli infortuni e delle malattie professionali. Ed in tale ottica il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, e quindi anche i Piani regionali della Prevenzione compreso quello della Regione Siciliana, assegnano un ruolo strategico alle “buone pratiche”, prevedendo specifiche azioni volte a creare, approfondire e diffondere le stesse nei vari contesti sociali, sanitari, produttivi e prevedendo, inoltre, la “messa a sistema in tutte le Regioni dei programmi di prevenzione collettiva di provata efficacia e di linee di azione.
I progetti presentati sono stati 43, così ripartiti, secondo i tre assi previsti dal bando e dal regolamento:
- 20 presentate da Coordinatori per la progettazione ed esecuzione dei lavori
- 17 presentate da Imprese del settore edilizia
- 6 presentate da Enti Pubblici
I lavori sono stati valutati da un comitato tecnico scientifico e da una giuria in base a sei requisiti fondamentali: originalità, innovazione, replicabilità, efficacia prevenzionale, facilità di applicazione, fattibilità tecnica ed economica, requisiti tecnico/scientifici.
L’iter di riconoscimento dei progetti vincitori come “Buone pratiche”. I premi sono stati assegnati ai primi tre classificati per ogni categoria, consegnati personalmente agli autori dei progetti vincitori: il Piano generale di cantierizzazione dedicato al processo di ricostruzione dell’Aquila, realizzato dall’Università degli studi e dall’Ese-Cpt (Ente paritetico unificato), il Fascicolo in cloud, un’app per l’informativa sui rischi della Esse ti esse ingegneria di Padova, e il progetto di sviluppo della tecnologia Bim realizzato dalla Mito Ingegneria. Oltre alla pubblicazione su siti e riviste degli enti organizzatori, è prevista la possibilità dell’invio dei lavori alla Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza su lavoro e l’eventuale riconoscimento come “Buone prassi”.










